Il Garante per la protezione dei dati personali ha richiamato l’attenzione dei gestori di strutture ricettive sulla necessità di rispettare le corrette modalità di trattamento dei documenti di identità degli ospiti, evidenziando i rischi per i diritti e le libertà degli interessati connessi con alcune modalità non corrette di raccolta e conservazione dei dati necessari all’identificazione degli ospiti.
L’Ufficio del Garante ha registrato infatti un aumento delle segnalazioni e dei reclami concernenti le modalità di raccolta dei dati contenuti nei documenti di identità degli alloggiati, oltre ad un incremento degli episodi di violazione dei dati personali (data breach) in questo ambito, con eventi che hanno talvolta comportato l’esfiltrazione di una rilevante quantità di dati relativi a copie di documenti d’identità degli ospiti di strutture ricettive.
È stata oggetto di segnalazione al Garante anche la prassi di alcune strutture ricettive (in particolare, da parte dei proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze) di raccogliere (e archiviare) l’immagine dei documenti di identità, mediante l’effettuazione di foto con dispositivi mobili oppure l’invio attraverso servizi di messagistica istantanea (ad esempio “whatsapp”), che il Garante ritiene non corretta.
Il Garante ha quindi fornito alcune indicazioni al fine limitare la circolazione delle copie di documenti di identità allo stretto necessario per adempiere agli obblighi normativi in materia di identificazione degli alloggiati.
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