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Riaperture: decreto legge 33 e DPCM 17 maggio

Con il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020 sono state ulteriormente alleggerite le misure di contenimento adottate con il precedente decreto del 26 aprile 2020, in attuazione di quanto disposto con il decreto-legge 16 maggio 2020 n. 33.

Riaperture: decreto legge 33 e DPCM 17 maggio

Decreto Legge decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33 “Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19”

Spostamenti - A decorrere dal 18 maggio 2020 sarà possibile circolare all’interno del territorio regionale senza alcuna giustificazione. Rimane salva la possibilità di adottare misure di contenimento più restrittive su specifiche aree del territorio regionale nel caso di aggravamento della situazione epidemiologica. Dal 3 giugno prossimo sarà possibile muoversi anche in altre regioni, tranne nei casi in cui si rendano necessarie particolari restrizioni. A decorrere dal 3 giugno 2020, inoltre, saranno possibili, senza giustificazione, gli spostamenti da e per l'estero, salva l’assunzione di particolari restrizioni adeguate e proporzionali al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea e degli obblighi internazionali. Gli spostamenti tra lo Stato della Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni con essi rispettivamente confinanti non sono soggetti ad alcuna limitazione. Permane invece il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per chi è sottoposto alla misura della quarantena con provvedimento dell'autorità sanitaria. 

Assembramenti - Permane il divieto di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, nonché ogni attività convegnistica o congressuale, in luogo pubblico o aperto al pubblico, si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell'andamento dei dati epidemiologici, con le modalità stabilite con provvedimenti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il sindaco può disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, e secondo quanto stabilito con i predetti provvedimenti.

Attività produttive - Le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Viene fatta salva la possibilità di adottare misure più restrittive in caso di necessità. In caso di mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, regionali, o, in assenza, nazionali, e quindi in caso di insufficiente livello di protezione, l’attività sarà sospesa fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Sanzioni - Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all'articolo 650 del codice penale, le violazioni delle disposizioni previste dal decreto legge, o dai decreti ed ordinanze emanati per la sua attuazione, sono punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro (aumentata fino a un terzo nel caso di violazione commessa mediante l’utilizzo di un veicolo). Nei casi in cui la violazione sia commessa nell'esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Le misure previste dal decreto legge si applicano a decorrere dal 18 maggio e fino al 31 luglio 2020. Il decreto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.

DPCM 17 maggio 2020 – alleggerimento delle misure di contenimento

Le disposizioni del decreto si applicano dalla data del 18 maggio 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020. Restano salvi i diversi termini di durata delle singole misure previsti dalle disposizioni del decreto. Al riguardo, evidenziamo quanto segue:

  • l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020. A tali fini, sono emanate linee guida a cura dell’Ufficio per lo Sport, sentita la FMSI, fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle regioni e dalle province autonome. Le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata;
  • è prorogata la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici;
  • gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala (linee guida nell’allegato 9). Le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle previste condizioni; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi;
  • continuano ad essere sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a dopo il 14 giugno ogni altra attività convegnistica o congressuale;
  • continuano ad essere sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali;
  • le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite a condizione che rispettino i protocolli adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10. La Conferenza delle regioni e delle province autonome ha adottato specifiche linee guida il 16 maggio 2020, riportate nell’allegato 17 del decreto (cfr. pagine 106 e 107 dell’allegato). Resta consentita l’attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto;
  • le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che rispettino i protocolli adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei criteri indicati nell’articolo 1, lettera mm) del decreto e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; la Conferenza delle regioni e delle province autonome ha adottato specifiche linee guida il 16 maggio 2020, riportate nell’allegato 17 del decreto (cfr. pagine 108 e 109 dell’allegato);
  • le attività delle strutture ricettive (senza limitazioni basate sui codici Ateco) sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive. La Conferenza delle regioni e delle province autonome ha adottato specifiche linee guida il 16 maggio 2020, riportate nell’allegato 17 del decreto (cfr. pagine 110 e 111 dell’allegato).


Documento pdf Decreto legge 16 maggio 2020 n.33
Documento pdf DPCM 17 maggio 2020

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